Topolino, facciamo pace?

Poche parole e nessuna parolaccia, anche se su Twitter mi sono lasciato un po’ andare e di questo mi scuso.
Vengo subito al punto. Domenica sera – la sera di un giorno disgraziatissimo di sassate al pullman della Juventus e della bomba-carta lanciata nel settore dei tifosi del Toro: 11 feriti – durante la Domenica sportiva, commentando l’attacco dell’ad della Juve Marotta a “certo giornalismo guerrafondaio” (ce l’aveva con Ormezzano per un articolo pubblicato sulla Gazzetta dello sport poco prima del derby) ho tentato di spiegare che il giornalismo aveva perso molta della sua forza a favore della rete e che non avrebbe potuto armare personaggi che i giornali non li leggevano da decenni o non li avevano mai letti – certo, la tv, le radio: ma in quell’occasione si stava parlando di carta stampata… Ho concluso che probabilmente l’ultimo giornale che i violenti avevano sfogliato era stato Topolino trent’anni prima. Avrei potuto dire Alan Ford, Tex, Zagor, il Corriere dei piccoli: mi è uscito Topolino, potenza del paradosso. Ovviamente intendevo riferirmi a un’infanzia di sane letture abbandonate per il vuoto totale.
Apriti cielo! L’ingresso nella discussione scatenatasi su Twitter di Tito Faraci, sceneggiatore (anche) della Disney che non aveva ascoltato il mio intervento ma al quale avevano riferito solo una parte del discorso, ovviamente decontestualizzandola, ha aumentato il numero e il risentimento dei contestatori. Faraci se l’è peraltro presa per un “coglione” generico da me tuittato che non era certamente indirizzato a lui, e il giorno dopo ha rilanciato questo articolo di Andrea Tosti  ‘Topolino e la violenza negli stadi‘.
Ripeto: chiedo scusa per la volgarità (…) di alcune risposte, non per quel che ho detto domenica sera: anche il vigliacco ma dolcissimo Paperino avrebbe apprezzato il discorso se lo avesse ascoltato per intero.
Topolino fa ancora parte della mia, di vita: mentre il Topo e alcuni disneyani (Roberto Gagnor, altro sceneggiatore) mi attaccavano, mio figlio si stava divertendo a Disneyland Parigi con la fidanzatina.

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Ivan Zazzaroni è stato per anni caporedattore del Corriere dello Sport-Stadio e ha diretto il Guerin sportivo e Autosprint ma il suo nome è legato soprattutto al calcio, come ben sanno i milioni di spettatori della “Domenica Sportiva”e gli appassionati napoletani che lo seguono settimanalmente come conduttore dello spettacolare programma televisivo “Il bello del calcio”.

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