Top club o flop club?

L’eccezione è l’Inter che le sue distrazioni intercontinentali se le concede eccome ma che per il momento è tenuta su dai gol di Jovetic. La regola vede Chievo, Toro, Sassuolo e Palermo in testa a punteggio pieno. Due partite possono anche significare poco o nulla – il mondo presto cambierà tornando alla (sua) normalità – eppure quello che è successo negli ultimi due weekend di agosto conferma che i top club non lavorano più con la testa ma col fegato ingrossato dai debiti – unica eccezione la Juve che ha dovuto affrontare troppi guai e tutti insieme, dalle partenze volontarie di Tevez e Pirlo alla cessione di Vidal, agli infortuni di Morata, Barzagli, Khedira, Asamoah e, in primis per importanza, di Marchisio.

Gli errori imperdonabili sono la campagna acquisti disarticolata, priva di una strategia chiara, e quindi la formula del cantiere aperto che complica i piani degli allenatori e la preparazione sacrificata ai tornei in giro per il mondo che portano un po’ di grana ma niente in confronto a quella che si perde lasciando punti in giro per l’Italia.

Il mercato spinto fino all’ultimo giorno è un’abitudine ridicola e penalizzante: penso, ad esempio, a Sarri che inseguiva una linea difensiva giovane da esercitare nel corso del pre-campionato e che si piega a Maggio, Albiol, Koulibaly e Ghoulam, ma anche a Mihajlovic ridottosi a impiegare Suso e Nocerino per mancanza di soluzioni a lui gradite – per non parlare di Kucka messo in campo senza un solo minuto di allenamento col gruppo. E potrei fare dieci altri esempi, richiamandomi ai concetti di ambientamento, adattamento, organicità, raggiungimento degli automatismi.

Ma ora arriva la sosta per le nazionali, l’unico momento in cui gli allenatori delle grandi o presunte tali possono lavorare col gruppo che, sai la novità, è ridotto alle seconde linee dalle convocazioni dei migliori.

Ricordo ai nostri presidenti che il campionato si gioca sulla distanza delle 38 partite, non delle 36.

About Redazione

Ivan Zazzaroni è stato per anni caporedattore del Corriere dello Sport-Stadio e ha diretto il Guerin sportivo e Autosprint ma il suo nome è legato soprattutto al calcio, come ben sanno i milioni di spettatori della “Domenica Sportiva”e gli appassionati napoletani che lo seguono settimanalmente come conduttore dello spettacolare programma televisivo “Il bello del calcio”.

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