L’avrei voluta vedere col Chiello

Sono convinto – sarò il solo – che se Allegri avesse potuto giocare col modulo di tutte le sicurezze, a 5 (i tre baritoni più Lichti e Evra sulle fasce) avremmo assistito a un’altra partita, di sicuro a un altro primo tempo.

Juve-Bayern è stata un delirio: per 45 minuti, i primi, è esistita soltanto una squadra, quella di Guardiola: troppo trattenuta la Juve, straordinarie la pressione e la manovra dei bavaresi – sembravano due sport diversi. La spiegazione è elementare: Lichtsteiner ha dovuto pensare esclusivamente al controllo di Bernat e Douglas Costa, pertanto non ha mai attaccato come sa, mentre dalla parte opposta Robben ha fatto quel che voleva giocando nella libertà più assoluta sulla linea del fallo laterale: Evra era costretto a stringere per dare una mano a Barzagli e Bonucci che hanno ballato parecchio (notevoli gli errori di Muller e Lewandowski). La 5 avrebbe certamente garantito raddoppi costanti sugli esterni costringendo Guardiola a variazioni continue e innaturali.

Nel secondo tempo, soprattutto dopo il gol di Dybala ma anche prima, la Juve – c’entrano cuore e disperazione ma non solo – ha cambiato registro abbassando spesso Hernanes (fuori Marchisio) e favorendo l’azione di Pogba e Cuadrado: le cose sono cambiate, sono emersi i limiti di un Bayern privo dei difensori di ruolo (una morìa).

Questo il rimpianto (in Europa si può giocare anche a 3 o 5). La consolazione è il 2-2 (dallo 0-2) che mantiene in vita l’italiana. Anche se a Monaco non sarà affatto semplice passare.

About Redazione

Ivan Zazzaroni è stato per anni caporedattore del Corriere dello Sport-Stadio e ha diretto il Guerin sportivo e Autosprint ma il suo nome è legato soprattutto al calcio, come ben sanno i milioni di spettatori della “Domenica Sportiva”e gli appassionati napoletani che lo seguono settimanalmente come conduttore dello spettacolare programma televisivo “Il bello del calcio”.

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