Conte, dimissione possibile

Chi sta forzando la mano, Antonio Conte o – indirettamente – la federazione di Tavecchio? Perché il ct chiede il rito immediato che gli farebbe saltare l’udienza preliminare e lo costringerebbe a presentarsi davanti al collegio giudicante non più come indagato ma come imputato? Non essendoci ancora stato il rinvio a giudizio, che senso ha tirare i calci al muro proprio adesso?

Ci sono cose difficili da capire: l’unica certa è che il rapporto tra Conte e la Nazionale è nato maluccio e rischia di finire malissimo.

I legali di Conte, gli avvocati Arata e Cammarata, sostengono che l’unico reato prefigurabile sia quello sportivo dell’omessa denuncia, per il quale Antonio ha già scontato una squalifica – e con quella squalifica dovrebbe esaurirsi il coinvolgimento del ct nell’inchiesta di Cremona. Ma ci sono tanti se e tanti ma oltre a tempistiche dibattimentali imbarazzanti: l’ipotesi dell’archiviazione non sembra al momento praticabile.

Penso che sia giunta, purtroppo, l’ora delle decisioni: o Conte lascia la Nazionale, torna al club e affronta il processo come tutti i rinviati a giudizio (sempre che lui lo sia), oppure Tavecchio gli “suggerisce” di lasciare l’incarico per la serenità di tutti: di altre gogne mediatiche questa travolgente e travolta federcalcio non avverte proprio il bisogno.

La terza soluzione è quella che Conte non gradisce: restare al posto e affrontare prima l’uno (processo) e subito dopo l’altro (Europeo).

About Redazione

Ivan Zazzaroni è stato per anni caporedattore del Corriere dello Sport-Stadio e ha diretto il Guerin sportivo e Autosprint ma il suo nome è legato soprattutto al calcio, come ben sanno i milioni di spettatori della “Domenica Sportiva”e gli appassionati napoletani che lo seguono settimanalmente come conduttore dello spettacolare programma televisivo “Il bello del calcio”.

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