Viva l’italiana!

Abbiamo giocato e vinto all’italiana: ma si può ancora dire?, per caso qualcuno se ne vergogna?, la cosa imbarazza?

All’italiana 2.0, certo: ma all’italiana. Abbiamo sconfitto il Belgio dei nuovi fenomeni costringendoli a sbattere contro il muro Juve e sfruttando i vuoti e i ritardi di una difesa di pali della luce. Prima della partita d’apertura ci ripetevamo addosso che sarebbe stato bello essere il Leicester (o ancor meglio l’Atletico) di questo Europeo, e Leicester (o Atletico) è stato. Almeno all’esordio.

Una solida difesa, abbiamo, un centrocampo di cursori e poco palleggio e un attacco tra i più poveri di qualità di sempre. Tutto – però – ha girato come speravamo ed è stato 2-0, un 2-0 visto in tv da un italiano su due.

Bonucci su tutti, e poi Chiellini, e Barzagli, e in parte Candreva e Giaccherini. Pellé e Eder sono stati i primi difensori, gli altri hanno lottato con lo spirito giusto e soltanto l’euforia, giustificatissima, può aver autorizzato dei 7 e degli 8 in pagella.

Abbiamo dei difetti e delle qualità, ma se e quando le qualità annullano i difetti si può cominciare a sognare.

“Il risultato migliorerà molte cose” scrive Gianni Mura. “A partire dall’autostima”. Io mi auguro che i nostri continuino a pensarsi più scarsi ma uniti degli altri.

Piedi per terra.

Punto un Euro2016 sull’Italia

Chi lo vince (l’Euro)? La domanda di sempre, semplice, lieve eppure decisamente fastidiosa poiché portatrice di brutte figure: e allora questa volta la risposta, il pronostico lo articolo in modo diverso.

Vale e Marquez, la stretta

Non c’è un momento in cui bisogna stringere la mano all’avversario col quale avevi rotto brutalmente, occorrerebbe farlo sempre, eppure Valentino ha scelto quello più giusto. “Facciamo uno sport pericoloso, bisogna avere buoni rapporti.

La finale di nemici

Real-Atletico sono i due poli che si sfiorano senza mai toccarsi; è l’individualità contro la squadra, il governo silente contro l’opposizione urlante, il tecnico contro l’allenatore, la nobiltà contro il popolo, la ricchezza contro il lavoro, l’architetto contro l’architettura

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