Conte ha già vinto

Ma li avete visti gli altri? Hodgson impietrito per tutta la partita, ogni tanto un fuck o una smorfia, molte le assenze; Del Bosque seduto sopra i suoi stanchi pensieri e il sospetto di essere giunto al capolinea; Low tormentato da un rapporto dita-naso spesso rivoltante; Storck e tutti gli altri trattenuti dalla forma più che dalla sostanza delle loro squadre.

Conte no, lui è diverso, a parte. Conte è fisico, sempre presentissimo a se stesso e ai suoi, un moto perpetuo, trascinante per chilometri, il capo-branco. Conte la partita la strapensa, straprepara e poi la stragioca, strasoffre, strasubisce; Conte è “di nervi”, è in campo di fianco a Bonucci, spinge Florenzi e Giaccherini, entra nella testa di De Rossi agitandogli lo spettro della sostituzione con Motta, dà forza e ossigeno supplementari a Pellé e Eder, trasforma De Sciglio in un leoncino.

Dopo il gol Conte abbraccia collaboratori, massaggiatori, quarti e quinti uomini, si aggrappa alla panchina, cerca sua figlia, schiva Lotito. Insomma, emoziona, brucia.

Il suo Europeo Conte l’ha già vinto: voleva arrivare ai quarti, il “massimo obiettivo minimo”, e inventarsi un’impresa e ai quarti è arrivato, l’impresa indimenticabile l’ha realizzata. D’ora in poi tutta discesa, tutta crema. Conte è passato dall’impopolarità alla popolarità, si è conquistato la stima dei nemici, gli amici lo considerano da anni “uno dei migliori allenatori al mondo”.

In Conte non c’è nulla di effimero, labile, transitorio, lui è pienamente a suo agio nella pesantezza.

Avevamo (abbiamo ancora) la Nazionale più povera di qualità di sempre, oggi ne ammiriamo però lo spirito, l’asciuttezza, altri particolari, i contenuti umani. Una Nazionale capace di cambiarci l’umore e che sa fare sistema.

De Biasi e gli eroi di Tirana

E’ stato il Leicester di Ranieri a restituirci il piacere della favola di calcio. Da Crotone ce ne hanno raccontata subito un’altra altrettanto sorprendente, e in fondo ne stiamo vivendo una noi tutti, bellissima per ora, grazie a Conte che adesso desidera sublimarla con la “bolgia azzurra”.

Viva l’italiana!

Abbiamo giocato e vinto all’italiana: ma si può ancora dire?, per caso qualcuno se ne vergogna?, la cosa imbarazza?

Punto un Euro2016 sull’Italia

Chi lo vince (l’Euro)? La domanda di sempre, semplice, lieve eppure decisamente fastidiosa poiché portatrice di brutte figure: e allora questa volta la risposta, il pronostico lo articolo in modo diverso.

Vale e Marquez, la stretta

Non c’è un momento in cui bisogna stringere la mano all’avversario col quale avevi rotto brutalmente, occorrerebbe farlo sempre, eppure Valentino ha scelto quello più giusto. “Facciamo uno sport pericoloso, bisogna avere buoni rapporti.