Nous ne sommes pas Garcia

Abbiamo rispetto per i francesi: nous sommes Garcià. Cacciamo i nostri anche quando non lo meriterebbero (Zenga, Iachini, Castori) mentre conserviamo i loro (il loro) nonostante gli insuccessi, i cali verticali, le ripetute umiliazioni.

Garcia resta ancora. “Da infami esonerarlo” afferma De Rossi. Anche se infame – tatticamente e non solo – è stata la Roma del Camp Nou e un filo meno, ma giusto un filo, quella che ne ha presi due dall’Atalanta; Atalanta che non attacca con Messi, Suarez e Neymar e non ha né Rakitic, né Dani Alves a sostenerli.

Garcia resta. Ma perché? Perché in fondo è ancora tutto aperto: in Champions la Roma potrebbe e addirittura qualificarsi con 6 punti su 18 e in campionato non è ancora fuori dalla corsa al titolo. Resta, perché ha accettato la delegittimazione estiva (via tutti i suoi collaboratori) e le cessioni di Romagnoli e Yanga Mbiwa; perché ha un contratto lungo e costa una cifra; perché Sabatini non sa proprio con chi sostituirlo per pochi mesi (un altro Andreazzoli no, grazie); perché il bilancio è quel che è e Pallotta non ha alcuna intenzione di riaprire il portafoglio.

Garcia resta, la difesa balla e becca, l’Olimpico si svuota, l’amerikano è contestato, Totti è fuori, Castan è un’ipotesi e il sogno sembra dissolversi nuovamente.

Sarebbe bello poter dire che non lo licenziano perché la società è più forte di critiche e contestazioni e perché il calcio italiano sta maturando attraverso questa Roma. Ma così non è.

E allora forza Roma forza Rudi, ma avanti di questo passo si resta nudi.

Le italiane agli italiani!

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Pogba, passa la 10 a Dybala

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Donnarumma, aiutaci tu!

Oggi il sedicenne Donnarumma costituisce l’anomalia di una prima pagina, quella della Gazzetta, il principale quotidiano sportivo italiano, i cui titoli sono per “i 20 anni di Buffon”, venti di campo su quasi 38; la biografia dell’irriducibile Bobo Vieri, 42; il ds dell’Inter che parla di Pirlo, 36 (e Candreva, quasi 29); l’addio di Lomu, purtroppo a soli 40 anni. […]

Valeria mancherà all’Italia

Tanto mi capirete benissimo se in qualche modo salto l’appuntamento del lunedì, se scrivo che non ce la faccio a scrivere, che non ho quella leggerezza che permette di trattare argomenti sportivi; l’indignazione e la rabbia hanno fatto posto a una condizione che ho difficoltà a descrivere

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